La Puglia ospiterà l’unico HUB europeo operante nel Mezzogiorno d’Italia per supportare le aziende manifatturiere nella trasformazione digitale. L’iniziativa pugliese è stata approvata dalla Commissione UE ed è stata inserita nella rete degli HUB europei che offriranno competenze e specializzazioni per affrontare la sfida di Manifattura 4.0.

Apulia Manufacturing RDMI Hub è il nome dell’Hub pugliese che è stato presentato lo scorso 2 marzo in conferenza stampa da Domenico De Bartolomeo presidente di Confindustria Bari BAT Mariarosaria Scherillo, presidente della Sezione Terziario Innovativo e Comunicazione di Confindustria Bari e BAT e Coordinatrice del Progetto, Eugenio Di Sciascio, Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Mario Ricco, Direttore del MEDIS (Distretto Meccatronico Regionale della Puglia) Ennio Lucarelli, Presidente di CSIT (Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici) e Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Puglia.


Su un totale di 25 progetti approvati dalla Commissione UE su tutto il territorio Europeo, 6 sono italiani, di questi 4 sono stati promossi con il coordinamento CSIT. Fra loro vi è la proposta pugliese Apulia Manufacturing RDMI Hub. Patrocinata dalla Regione Puglia, la proposta pugliese ha per capofila Confindustria Bari e BAT e come partner il Politecnico di Bari, il Distretto Regionale della Meccatronica Pugliese MEDIS e note imprese del territorio nel campo dell’Information and Communication Technology (Exprivia, MacNil-Zucchetti, SimNT).


L’Hub vuol essere un one stop shop, cioè un punto di riferimento unico in cui le industrie potranno trovare soluzione alle proprie esigenze di trasformazione digitale e indicazioni per il reperimento dei finanziamenti necessari. Il Progetto Apulia Manufacturing RDMI Hub (www.dihapulia.it) promuoverà la diffusione delle principali tecnologie caratterizzanti la manifattura 4.0, concentrandosi principalmente su due di queste: l’Internet of Things (IoT) e CPS (Cyber Physical System), ovvero tecnologie capaci di creare una interconnessione tra il web e gli oggetti fisici, costruendo un dialogo che fa interagire uomo e strumenti di produzione e che fa raggiungere alle aziende livelli di efficienza mai prima raggiunti. Si pensi che uno studio della Commissione attività produttive della Camera, stima un possibile incremento della produttività, legato all’adozione di soluzioni 4.0, che oscilla fra il 30 e il 50%.


Grazie a queste tecnologie è possibile, ad esempio, conoscere in tempo reale la posizione di ogni oggetto nel ciclo di produzione, conoscere la condizione e la performance di un macchinario istante per istante e prevederne eventuali guasti; è possibile monitorare minuto per minuto la logistica, fino a poter predire all’acquirente di un bene il momento esatto in cui lo riceverà; e prodotti tradizionalmente fabbricati in serie possono essere realizzati in modo personalizzato, quasi come prodotti artigianali, ma con livelli di efficienza e costi industriali.

Queste soluzioni tecnologiche si stanno diffondendo rapidamente nelle economie più avanzate del mondo. Le imprese che non sapranno aggiornarsi rischiano di perdere competitività e di restare tagliate fuori dal mercato. L’esigenza di conoscere queste innovazioni tecnologiche è avvertita con forza in tutta Europa dove si stima che circa il 60% delle grandi industrie e oltre il 90% delle PMI si sentano ancora in ritardo in tema di trasformazione digitale. Tale situazione è all’origine del programma europeo I4MS - ICT Innovation for ManifacturingSMEs con cui la Commissione UE ha finanziato la creazione della rete europea di Digital Manufacturing Innovation HUBS, di cui fa parte l’Hub pugliese, allo scopo di supportare la digitalizzazione delle imprese manifatturiere dell’Unione.

Ma come agirà l’HUB pugliese? “L’Hub farà attività gratuite di orientamento, accompagnamento, studi di fattibilità e pre-analisi per consentire alle imprese di scegliere un’jnnovazione e applicarla con la massima valorizzazione sul piano tecnologico e economico. “– ha spiegato la referente del Progetto Mariarosaria Scherillo.


Fondamentale sarà a questo punto la disponibilità di risorse umane adeguatamente formate. “La Manifattura 4.0 – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone – pone alcune sfide fondamentali. Da un lato favorire l’innovazione per fare in modo che le imprese non siano tagliate fuori dal mercato, dall’altro impegnarsi perché un simile processo non sia un danno per l’occupazione, ma anzi favorisca l’impiego di nuove figure professionali. Per questo la nascita di un hub europeo in Puglia è un progetto strategico e di grande valore, che creerà massa critica e sinergie. Adesso più che mai dobbiamo affrontare tutti insieme, lavoratori e lavoratrici, istituzioni e partenariato socio-economico i vantaggi e le criticità di questo processo, dal quale nessuno è escluso. Ecco perché il nuovo hub non potrà non affrontare anche il tema della formazione del personale. Manifattura 4.0 è una grande rivoluzione, e come ogni cambiamento sostanziale dovrà essere compiuto oltre che da risorse economiche da risorse umane. Su queste ultime bisognerà puntare soprattutto e prima di tutto. La Regione c’è con i suoi strumenti di incentivazione e le sue politiche, al mondo della formazione e delle imprese l’impegno di stare al passo senza lasciare nessuno indietro”.


"Industria 4.0 è un'occasione irripetibile, - ha dichiarato il rettore del Politecnico Eugenio Di Sciascio – E’ una trasformazione completa della produzione a cui bisogna rispondere in tempi molto brevi. Bene fa la Regione a puntare ancora sul sostegno alla ricerca, integrando cosí gli strumenti del Governo che si concentrano sugli investimenti. Il Politecnico farà la sua parte, perchè servono agenti che veicolino questa trasformazione. Acquistare nuovi macchinari non basta. Le persone e, quindi, la formazione di nuove figure, avranno comunque un ruolo importante. Come Politecnico sosteniamo progetti innovativi quali, ad esempio, le attività del nostro gruppo nel settore Iot (Internet delle cose) insieme con Google, oppure nel campo dell'architettura, con la lavorazione di materiali antichi, come la pietra, mediante tecnologie innovative. Il tutto, deve avvenire in un contesto di collaborazione. Non a caso abbiamo giá avviato un centro di competenze interateneo che coinvolge, oltre il Politecnico di Bari, anche le Università di Foggia e del Salento".

Consulta la Rassegna stampa:

http://www.dihapulia.it/web/index.php/component/content/article/39-eventi/44-prova?Itemid=289

 

ALCUNI DATI SULLA DIFFUSIONE DELL’INDUSTRIA 4.0 A BARI E IN PUGLIA


Nel manifatturiero pugliese, che conta complessivamente circa 31mila imprese, ci sono fasce abbastanza avanzate in tema di digitalizzazione. Accanto alle multinazionali dell’Automotive e dell’Aerospazio attive nella nostra regione posizionate su un livello già avanzato di adozione di tecnologie 4.0, c’è anche un livello intermedio di PMI della Logistica, del Biomedicale, della Farmaceutica, dell’Automazione industriale, affermate su mercati di nicchia anche all’estero, che stanno adottando le nuove tecnologie 4.0 per valutarne i benefici.
Ad un livello immediatamente inferiore si collocano poi PMI di settori più tradizionali come il Calzaturiero, la Moda l’industria Alimentare, che manifestano interesse per le tecnologie digitali più avanzate, ma sono ostacolate da mancanza di esperienza e conoscenze in questo ambito. In ultima posizione si collocano, infine, le aziende che operano limitatamente al mercato locale o nazionale di settori tradizionali come la lavorazione della pietra e le costruzioni che non dimostrano di aver ancora valutato i vantaggi della digitalizzazione.
Una punta avanzata della manifattura 4.0 in Puglia si riscontra nell’industria metalmeccanica dell’aarea di Bari e BAT. Secondo un’indagine pubblicata da Federmeccanica a settembre 2016, il 64% delle imprese metalmeccaniche italiane intervistate ha dichiarato di avere adottato almeno una delle tecnologie caratterizzanti la rivoluzione industria 4.0; mentre il 36% non ne ha adottata alcuna. Le prime sono risultate anche le imprese che esportano una quota maggiore del proprio fatturato (44% contro 33%); hanno una quota più elevata di dipendenti laureati (19% contro 12%); investono di più in R&D, hanno più contatti con Università ed enti di ricerca. Le imprese avviate verso Industria 4.0 risultano dunque come le più vitali e competitive.

Sul piano territoriale, nella stessa indagine di Federmeccanica, cui ha collaborato Confindustria Bari BAT, risulta che nell’area metropolitana di Bari, sebbene ci si trovi al Sud, la percentuale di imprese metalmeccaniche che adotta almeno una tecnologia Industria 4.0 è la stessa del campione nazionale. Nonostante le aziende metalmeccaniche baresi risultino in media più piccole per fatturato e numero di dipendenti, e siano meno orientate all'esportazione, tuttavia, rispetto al campione nazionale, risultano avere:

• una maggiore percentuale di dipendenti laureati
• una conoscenza significativamente maggiore di meccatronica, robotica (collaborativa e non), Internet delle Cose (IoT), Big Data, Nanotecnologie e Materiali Intelligenti
• una percentuale di adozione superiore relativamente in fatto di simulazione di prodotto, robotica, cloud computing, internet of things, Big Data, Stampa 3D.
Le imprese di Bari e BAT prevedono inoltre di fare prossimamente investimenti persino in misura significativamente maggiore - rispetto alla media nazionale - in Big Data, Cloud Computing, sicurezza informatica, simulazione e materiali intelligenti, rispetto al campione nazionale.