TRASFORMAZIONE DIGITALE, 10 MLD PER LE IMPRESE DELLA PUGLIA

È stato presentato oggi a Bari, con la collaborazione di Confindustria Bari, Barletta, Andria e Trani, l’accordo triennale tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’.

La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro, dei quali 10 miliardi destinati alle aziende di questo territorio, viene presentata dentro i luoghi deputati ad accogliere e far proprie le finalità dell’accordo: le imprese. Alla presentazione nella sede della GTS S.p.A., realtà leader nel settore della logistica e che ha già adottato soluzioni in ottica Industria 4.0, hanno partecipato Alberto Baban, presidente Piccola Industria Confindustria, Domenico De Bartolomeo, presidente Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, Francesco Guido, direttore regionale di Intesa Sanpaolo e direttore generale del Banco di Napoli, Patrizia del Giudice, presidente del Comitato Provinciale Piccola Industria Confindustria Bari e BAT, Alessio Muciaccia, CEO GTS, Michele Ruta, docente Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione Politecnico di Bari, Gianluigi Venturini, direttore commerciale Imprese per Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo. I lavori sono stati introdotti e moderati da Giuseppe De Tomaso, direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Per l’industria italiana, costituita soprattutto da PMI, lo sviluppo di Industria 4.0 e il relativo Piano del Governo possono essere la strada per recuperare competitività e per creare nuovi posti di lavoro grazie a elevate competenze, nuovi modelli di business e tecnologie innovative. Le opportunità di sviluppo per le realtà aziendali che riusciranno a cogliere questa sfida sono enormi, ma richiedono un intervento a tutto tondo, con investimenti in capitale fisso e immateriale, soprattutto in ricerca, innovazione e formazione, nonché trasformazioni organizzative e una continua attenzione alle evoluzioni in corso. Occorre partire subito perché le tecnologie sottostanti Industry 4.0 necessitano di 10-15 anni per raggiungere la completa maturità nel mercato ed essere pienamente efficienti.

Alberto Baban, presidente Confindustria Piccola Industria: “In Italia non è stato raccontato adeguatamente il cambiamento culturale e tecnologico iniziato nel 2000, questo errore strategico ci ha condannato a rimanere nella categoria dei Paesi dal pensiero lento. Ora dobbiamo impegnarci per essere parte attiva della seconda fase di questa accelerazione. Sicuramente l'aspetto degli incentivi è in primo piano, soprattutto se si parla di Industria 4.0 nel Mezzogiorno. In questa ottica oggi abbiamo presentato l’accordo con Intesa Sanpaolo. Acquistare lo stesso macchinario in Germania costa 1 milione di euro mentre qui circa un quarto di questa cifra grazie ad una serie di incentivi tra cui la Nuova Sabatini, le agevolazioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo e il credito d'imposta per gli investimenti al Sud. Ora non ci sono più alibi, investire nel Mezzogiorno conviene e c'è liquidità da destinare alle imprese”.

Francesco Guido, direttore regionale di Intesa Sanpaolo e direttore generale Banco di Napoli: “Seppure in un quadro economico migliorato rispetto al passato dobbiamo registrare come non vi sia ancora un'adeguata ripresa degli investimenti produttivi. È un problema globale, ma che in Italia è particolarmente avvertibile vista la piccola dimensione e conseguente scarsa patrimonializzazione delle nostre PMI. L’accordo che presentiamo oggi vuole aiutare le aziende italiane a migliorare la loro capitalizzazione e a cogliere le grandi opportunità che la digitalizzazione e i nuovi scenari offerti dalla quarta rivoluzione industriale offrono. Azioni che richiedono investimenti sia finanziari che nel capitale umano. Intesa Sanpaolo ha di recente lanciato il Progetto Filiere che va nella direzione di agevolare la richiesta ed il costo del credito per tutte quelle aziende fornitrici di un progetto produttivo”.

Domenico De Bartolomeo, presidente di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani:
“Questo accordo rappresenta un valido sostegno per le nostre aziende, chiamate ad affrontare una trasformazione digitale che rivoluziona quasi ogni aspetto del fare impresa. Con le sue quattro linee d’azione, l’accordo abbraccia infatti tutti i principali ambiti di trasformazione aziendale su cui occorre agire, sia quelli materiali, sia immateriali. Particolarmente degna di nota, è, inoltre, a mio avviso l’attenzione indirizzata verso le aggregazioni di imprese in progetti di digitalizzazione. Questa scelta può rendere molto più pervasiva la trasformazione digitale in un sistema produttivo come il nostro, composto in gran parte di PMI, e dove sono ancora poche le grandi realtà industriali capaci di fare da traino sull’indotto e coinvolgerlo nel processo di diffusione di tecnologie digitali lungo tutta la catena del valore, come invece avviene in altri grandi Paesi manifatturieri come la Germania”.

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