TFR in busta paga:pubblicazione del DPCM n.29 del 20 febbraio 2015

 

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 19 marzo del DPCM 20 febbraio 2015, n.29, che trasmettiamo in allegato, è stata data attuazione alla previsione introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 riguardante la “monetizzazione” del TFR in busta paga.

Circolare n. 513

Il Trattamento di fine rapporto maturando potrà essere liquidato mensilmente ai dipendenti a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione del modulo di richiesta allegato al medesimo DPCM (cfr. art. 5).

Va rilevato che, in effetti, il DPCM entrerà in vigore il3 aprile prossimo e quindi, a rigore, le richieste dei lavoratori dovrebbero essere presentate a partire da tale data.

Peraltro, da notizie assunte dalla nostra Confederazione in via ufficiosa, la Direzione Generale dell’INPS, sembrerebbe intenzionata a pubblicare una circolare volta a ritenere possibile la richiesta effettuata entro il 31 marzo 2015 che consentirà la “monetizzazione” già con la busta paga di aprile. Ciò per rispondere allaratiodella Legge di Stabilità e non penalizzare le richieste dei lavoratori a causa della pubblicazione tardiva del DPCM che avrebbe dovuto consentire la “monetizzazione” del TFR a partire dal periodo di paga decorrente dal 1° marzo. Il DPCM, infatti, secondo la Legge di Stabilità doveva essere emanato entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge medesima.

Si ricorda che l'opzione, una volta esercitata, è irrevocabile fino al mese di giugno 2018.

L'opzione può essere esercitata anche da chi in precedenza abbia scelto di versare il proprio TFR a fondi di previdenza complementare. Può essere, inoltre, esercitata nei casi in cui il lavoratore sia dipendente da un’azienda che abbia più di 49 dipendenti (e, pertanto, sia tenuta a versare il TFR al Fondo Tesoreria INPS) a seguito della scelta del lavoratore di non destinare il TFR alla previdenza complementare. In questi casi dal mese in cui sarà attiva l'opzione non opereranno gli obblighi di versamento del TFR ai fondi o al Fondo Tesoreria. La “monetizzazione” può essere richiesta da tutti i dipendenti interessati il cui rapporto di lavoro è in essere da almeno 6 mesi ed è invece preclusa a coloro che abbiano vincolato il TFR a garanzia di contratti di finanziamento (ad esempio, cessioni del quinto o pignoramenti con espressa garanzia del TFR, ai sensi del disposto dello stesso DPCM).

Il TFR mensilmente liquidato, la c.d. Qu.I.R. (quota integrativa della retribuzione), sarà sottoposto ad imposizione fiscale ordinaria (comprese le addizionali) ma non a quella previdenziale. Si fa riserva di successive istruzioni non appena sarà pubblicata la sopracitata circolare INPS.

 

DPCM20febbraio2015n.29.pdf

Pin It