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Etichettatura "Made In" per i prodotti moda


Come è noto la Legge 55/2010, conosciuta anche come Legge Reguzzoni-Versace-Calearo, ha istituito un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti finiti e intermedi nei settori tessile, della pelletteria e calzaturiero, che evidenzi il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione e assicuri la tracciabilità dei prodotti stessi. Tale Legge, intitolata “Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri, è del 08.04.10 ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21/04/10, n.92.


La Legge Reguzzoni prevede che le disposizioni di cui agli articoli 1 “Etichettatura dei prodotti e «Made in Italy»” e n.3 “Misure sanzionatorie “ acquistano efficacia dal 1° ottobre 2010. All’art. 2 è previsto inoltre che con decreto ministeriale, da emanare entro quattro mesi dalla entrata in vigore della Legge, si sarebbero dovute stabilire le caratteristiche del sistema di etichettatura obbligatoria e di impiego dell'indicazione «Made in Italy», di cui all'articolo 1, nonche' le modalita' per l'esecuzione dei relativi controlli, anche attraverso il sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

La Commissione europea ha già comunicato al Governo italiano le proprie osservazioni sulla Legge  evidenziando alcune criticità di merito alla compatibilità con le disposizione sulla libera circolazione delle merci, artt. 34-36 TFUE e lamentando la mancata notifica della legge in esame prima della sua adozione. Sotto quest’ultimo profilo, la Commissione europea ha esplicitamente richiesto che la medesima irregolarità non si verificasse in relazione al decreto di attuazione delle legge 55/2010 (si veda l’art. 2 della stessa), il quale pertanto andrà notificato all’istituzione UE prima della sua adozione. 

Con un’apposita circolare, l’Agenzia delle Dogane comunica che tale legge non entrerà in vigore il 1 ottobre p.v, ma continueranno ad essere applicati i principi sanciti nel codice doganale comunitario (Reg. (CEE) n. 2913/92) e nelle relative disposizioni di applicazione (Reg. (CEE) n. 2454/93), per la mancata ratifica dei Decreti Attuativi elaborati dai Ministeri Italiani competenti presso gli organi della Commissione Europea. Fino a quando non avverrà questo passaggio non si potrà garantire l’applicabilità della norma.

Di conseguenza continua a trovare applicazione l’art. 24 del suddetto codice che assegna il paese di origine della merce al luogo in cui quest’ultima ha subito l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale.

Le aziende interessate possono richiedere a questi uffici ( dicillo@confindustria.babt.it) la circolare dell’Agenzia delle Dogane.

Sarà nostra cura aggiornarvi sugli sviluppi normativi.

Bari, 28 settembre 2010