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Etichettatura sul "Made in Italy"- Provvedimenti per il Tessile-Abbigliam-Calzature. DDL Reguzzoni


Informiamo gli associati che ieri (17/03/2010) è stato definitivamente approvata dalla Camera – in seconda lettura – il c.d. DDL Reguzzoni sul Made In Italy volto ad istituire un sistema di etichettatura obbligatoria anche per i prodotti tessili.

 
Premesso che ancora non disponiamo di specifici strumenti interpretativi e riservandoci di ulteriormente aggiornare ed integrare, da un primo esame emergerebbe quanto segue:
 
1) Ambito di applicazione:
Le norme in esame si applicano ai prodotti tessili, (per una definizione precisa si rinvia all’art. 1 comma II) destinati alla vendita.
 
2) Requisiti dell’etichetta obbligatoria:
 
a) Ai sensi dell’art. 1, comma 3, nell’etichetta: “l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, garantendo il rispetto delle convenzioni siglate in seno all’Organizzazione internazionale del lavoro lungo tutta la catena di fornitura, sulla certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale.”
 
b) Inoltre, l’impresa produttrice, in conformità all’art. 1, comma 4, potrà apporre l’indicazione Made In Italy solo laddove 2 operazioni sulle quattro (filatura, tessitura, nobilitazione e confezione) siano state realizzate sul territorio nazionale e per le rimanenti sia verificabile la tracciabilità.
 
c) Laddove il prodotto sia originario di uno Stato estero e non abbia quindi i requisiti per valersi dell’etichettatura “Made In Italy” - secondo quanto specificato sopra al punto b – sarà obbligatorio inserire sul prodotto un’etichetta con l’indicazione dell’origine (così sembrerebbe al momento l’interpretazione più plausibile della parola “provenienza”), secondo le regole del codice doganale comunitario e relative disposizione di attuazione (Reg. CE 2913/92 e Reg. 2454/93), ossia quelle utilizzate finora.
 
3) Norme di attuazione:
 
In base all’art. 2 è prevista l’emanazione di ulteriori decreti inter-ministeriali, entro 4 mesi dall’entrata in vigore della legge in esame, che preciseranno, fra l’altro, le caratteristiche dell’etichettatura, le modalità dei controlli anche da parte delle Camere di Commercio e le varie modalità operative.
 
4) Sanzioni:
 
In sintesi: ai sensi dell’art. 3 sono comminate all’impresa sanzioni pecuniarie amministrative variabili da 30.000 a 70.000 euro, secondo i casi (aumentabili o diminuibili fino a 2/3 in casi di maggiore gravità e con l’ulteriore sanzione della sospensione dell’attività, per un periodo da un mese ad un anno, per l’ipotesi di reiterazione). Qualora invece il fatto sia commesso da un privato, la sanzione oscilla fra 10.000 e 50.000 euro (aumentabile o diminuibile di 2/3 a seconda della gravità e con l’ulteriore sanzione della reclusione da uno a tre anni per l’ipotesi di reiterazione). E’ previsto anche il sequestro e confisca delle merci.
 
5) Entrata in vigore:
 
Il provvedimento commentato dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore, il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Tuttavia, conformemente all’articolo 4, gli articoli 1 e 3 acquisteranno efficacia soltanto il 1 ottobre 2010.
Inoltre, si ricorda che la legge Reguzzoni dovrà preventivamente essere notificata alla Commissione europea per una valutazione preventiva.
Informiamo gli associati che ieri (17/03/2010) è stato definitivamente approvata dalla Camera – in seconda lettura – il c.d. DDL Reguzzoni sul Made In Italy volto ad istituire un sistema di etichettatura obbligatoria anche per i prodotti tessili, abbigliamento, calzature e pelletteria.
Premesso che ancora non disponiamo di specifici strumenti interpretativi e riservandoci di ulteriormente aggiornare ed integrare, da un primo esame emergerebbe quanto segue:
 
1) Ambito di applicazione:
Le norme in esame si applicano ai prodotti tessili, (per una definizione precisa si rinvia all’art. 1 comma II) destinati alla vendita.
 
2) Requisiti dell’etichetta obbligatoria:
 
a) Ai sensi dell’art. 1, comma 3, nell’etichetta: “l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, garantendo il rispetto delle convenzioni siglate in seno all’Organizzazione internazionale del lavoro lungo tutta la catena di fornitura, sulla certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale.”
 
b) Inoltre, l’impresa produttrice, in conformità all’art. 1, comma 4, potrà apporre l’indicazione Made In Italy solo laddove 2 operazioni sulle quattro (filatura, tessitura, nobilitazione e confezione) siano state realizzate sul territorio nazionale e per le rimanenti sia verificabile la tracciabilità.
 
c) Laddove il prodotto sia originario di uno Stato estero e non abbia quindi i requisiti per valersi dell’etichettatura “Made In Italy” - secondo quanto specificato sopra al punto b – sarà obbligatorio inserire sul prodotto un’etichetta con l’indicazione dell’origine (così sembrerebbe al momento l’interpretazione più plausibile della parola “provenienza”), secondo le regole del codice doganale comunitario e relative disposizione di attuazione (Reg. CE 2913/92 e Reg. 2454/93), ossia quelle utilizzate finora.
 
3) Norme di attuazione:
 
In base all’art. 2 è prevista l’emanazione di ulteriori decreti inter-ministeriali, entro 4 mesi dall’entrata in vigore della legge in esame, che preciseranno, fra l’altro, le caratteristiche dell’etichettatura, le modalità dei controlli anche da parte delle Camere di Commercio e le varie modalità operative.
 
4) Sanzioni:
 
In sintesi: ai sensi dell’art. 3 sono comminate all’impresa sanzioni pecuniarie amministrative variabili da 30.000 a 70.000 euro, secondo i casi (aumentabili o diminuibili fino a 2/3 in casi di maggiore gravità e con l’ulteriore sanzione della sospensione dell’attività, per un periodo da un mese ad un anno, per l’ipotesi di reiterazione). Qualora invece il fatto sia commesso da un privato, la sanzione oscilla fra 10.000 e 50.000 euro (aumentabile o diminuibile di 2/3 a seconda della gravità e con l’ulteriore sanzione della reclusione da uno a tre anni per l’ipotesi di reiterazione). E’ previsto anche il sequestro e confisca delle merci.
 
5) Entrata in vigore:
 
Il provvedimento commentato dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore, il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Tuttavia, conformemente all’articolo 4, gli articoli 1 e 3 acquisteranno efficacia soltanto il 1 ottobre 2010.
Inoltre, si ricorda che la legge Reguzzoni dovrà preventivamente essere notificata alla Commissione europea per una valutazione preventiva.

Allegato: Etichettatura - Disposizioni concernenti T-Abbigliam-Calzature Reguzzoni