/ Menu laterale sinistro  / Ambiente e Energia / SISTRI - Pubblicazione del Decreto 30 marzo 201...

SISTRI - Pubblicazione del Decreto 30 marzo 2016, n. 78


E' stato  pubblicato  il  Decreto  30  marzo  2016, n. 78 "Regolamento recante
disposizioni  relative  al  funzionamento  e  ottimizzazione del sistema di
tracciabilità dei rifiuti in attuazione dell'articolo 188-bis, comma 4-bis,
del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152", la cui entrata in vigore è
prevista per mercoledì 8 giugno 2016.

Il decreto, che abroga il DM 52/2011 (cd. TU Sistri), contiene disposizioni
che  riguardano il sistema attualmente operativo (senza tuttavia modificare
il  termine  del  31/12/16  relativo  al cd. "doppio binario" e non vigenza
delle  sanzioni  sul non corretto utilizzo del Sistri), mentre all'art. 23,
riporta  i  criteri  generali  di  cui il futuro concessionario dovrà tener
conto nella declinazione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Si  riportano  qui  di seguito alcune considerazioni sul Sistri attualmente
operativo e sul futuro sistema di tracciabilità dei rifiuti.

SISTRI ATTUALMENTE OPERATIVO

Nell’analizzare  le  disposizioni  riferite  al  Sistri  attuale, riteniamo
opportuno distinguere tra le disposizioni che hanno effetti sull’iscrizione
e versamento del contributo (fattispecie per le quali le sanzioni sono oggi
in  vigore  –  nota 1) e le disposizioni che incidono sul corretto utilizzo
del sistema attuale (nota 2).

Anche  in  considerazione  del  fatto  che Confindustria ha, a più riprese,
segnalato  la  necessità  di  superare  quanto  prima  il  sistema attuale,
evitando  ulteriori  costi  a  carico  delle  imprese,  riteniamo opportuno
evidenziare  unicamente  le  disposizioni che hanno effetto sull’obbligo di
iscrizione e relativo versamento del contributo.

Più in dettaglio, il regolamento:
      specifica  ulteriormente  i  soggetti  obbligati oggi all’iscrizione,
      sempre con riferimento ai soli rifiuti pericolosi (art.4), e fornisce
      ulteriori  chiarimenti sul pagamento del contributo annuale (art. 7),
      mantenendo   gli  importi  già  in  essere  senza  alcuna  variazione
      (allegato 1);
      fornisce una definizione di “dipendente” (art. 1);
      disciplina le procedure di adesione al Sistri (art. 6).

Rimangono invece sostanzialmente invariate le procedure operative, le quali
continuano  ad essere caratterizzate dalle criticità più volte segnalate da
Confindustria,   ovvero   dispositivi   USB/Black   box,   mancanza   della
trasmissione in asincrono, mancato raccordo con la normativa primaria (nota
3).

APPROFONDIMENTI

Soggetti obbligati all’iscrizione a SISTRI
Il  nuovo  decreto riprende i contenuti dei precedenti decreti ministeriali
relativi  a  SISTRI  e  lascia  invariato  l’attuale campo di applicazione,
rimanendo quindi applicabile ai soli rifiuti pericolosi per (nota 4) :
1) 	i  produttori  iniziali  di  rifiuti pericolosi, che occupano più di
dieci  dipendenti  (nota  5),  con  riferimento  ai  soli  rifiuti speciali
derivanti da:
   attività di costruzione, demolizione e scavo;
   lavorazioni industriali;
   lavorazioni artigianali;
   attività commerciali;
   attività di servizio;
   attività sanitarie;
2)  	i   trasportatori  dei  propri  rifiuti  speciali  pericolosi,  con
l’iscrizione  all’Albo  gestori  ambientali alla categoria 2-bis (trasporto
dei  propri  rifiuti  fino  a  30 kg/litri al giorno), solo se obbligati in
quanto produttori iniziali, cioè solo se occupano più di dieci dipendenti (
nota 6) ;
3)  	i   trasportatori  dei  propri  rifiuti  speciali  pericolosi,  con
l’iscrizione  all’Albo  gestori ambientali alla categoria 5  (trasporto dei
propri rifiuti per quantità superiori a 30 kg/litri al giorno – nota 7);
4)	i trasportatori di rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale
compresi:
   i  vettori  esteri  che  effettuano  trasporti di rifiuti pericolosi sul
   territorio nazionale o in partenza dall’Italia verso l’estero;
   i  soggetti  dell’intermodalità (terminalisti, operatori logistici degli
   scali  ferroviari,  ecc.) che detengono i rifiuti speciali pericolosi in
   attesa  della  loro  presa  in  carico  da  parte del vettore successivo
   (treno, nave, gomma);
5)  	coloro  che  trattano,  recuperano,  smaltiscono  rifiuti  speciali
pericolosi e rifiuti urbani pericolosi;
6) 	coloro  che  producono  rifiuti  pericolosi derivanti da attività di
recupero  o di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, definiti
come “nuovi produttori”;
7)	coloro che effettuano intermediazione e commercio di rifiuti speciali
e urbani pericolosi.

Attuali modalità di utilizzo di SISTRI
Fino  all’emanazione  dei  decreti  ministeriali  che  definiranno le nuove
modalità  di  accesso  ed  utilizzo  del sistema di tracciabilità, il nuovo
decreto  conferma  le attuali modalità di utilizzo di SISTRI, cui si accede
utilizzando  i  dispositivi  USB.  Per  la  tracciabilità  dei  veicoli che
trasportano rifiuti pericolosi rimane previsto l’utilizzo delle black box.
Le  procedure  di  utilizzo  di  SISTRI  rimangono quelle oggi definite dai
manuali  e  dalle  guide  rese  disponibili sul sito di SISTRI, sebbene sia
prevista la loro formale approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente.

Applicazione delle sanzioni relative a SISTRI
Il  nuovo  decreto  non  interviene  sul  sistema sanzionatorio  di SISTRI.
Rimane  quindi  ad  oggi  soggetto  a sanzioni solo la mancata/non corretta
iscrizione  ed  il mancato/non corretto versamento del contributo annuale (
nota  8).  Fino  al  31  dicembre  2016 non si applicano le sanzioni per il
mancato  o  non corretto utilizzo di SISTRI, essendo ancora obbligatoria (e
soggetta  al  relativo  sistema  sanzionatorio)  la  tenuta dei registri di
carico e scarico e dei formulari di trasporto cartacei (nota 9).

IL FUTURO SISTEMA DI TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI

Caratteristiche del sistema
Accogliendo  i ripetuti rilievi mossi da Confindustria circa la complessità
e  la  non  applicabilità  del  sistema SISTRI alla reale operatività delle
imprese  per  la  gestione dei rifiuti, il decreto delinea, all’art. 23, le
caratteristiche  del  sistema di tracciabilità che dovrà essere predisposto
dal futuro concessionario, una volta definito il giusto quadro normativo di
riferimento.

Il sistema dovrà prevedere:
   a)  	la   razionalizzazione   e   la   semplificazione   del    sistema,
      attraverso  l'abbandono  degli  attuali dispositivi USB e black box (
      nota  10)  e  l'individuazione   di   strumenti  idonei  a  garantire
      l'efficace  resa  del  servizio  di  tracciabilità  dei  rifiuti, nel
      rispetto  di  quanto  previsto  dalla direttiva 2008/98/CE (direttiva
      quadro sui rifiuti) e dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
   b) 	la  tenuta  in  formato  elettronico   dei   registri  di  carico  e
      scarico e dei formulari di trasporto con  compilazione  in  modalita'
      off-line e trasmissione  asincrona  dei  relativi  dati (nella logica
      di  superare  l’attuale modalità di compilazione del sistema in tempo
      reale),  nonché   la  generazione  automatica  del MUD, ai fini della
      dematerializzazione della corrispondente documentazione;
   c) 	la  semplificazione  degli   obblighi   informativi   alle   imprese
      attraverso l'interazione e il coordinamento con banche  dati  in  uso
      alla  pubblica   amministrazione,  garantendo, per quanto  possibile,
      l'acquisizione automatica delle informazioni disponibili;
   d) 	la  garanzia  di   interoperabilità   con   i   sistemi   gestionali
      utilizzati dalle imprese, dalle  associazioni  di  categoria  e  loro
      società  di servizi e  realizzazione  di  specifici  sistemi  per  le
      imprese che non dispongono di sistemi gestionali;
   e)	la sostenibilita' dei costi;
   f) 	la  messa  a  disposizione  di  adeguati  strumenti di assistenza  e
      formazione per le imprese.

In  merito  al  tema  della  sostenibilità  dei  costi,  si  riporta quanto
dichiarato dal Sottosegretario All’ambiente, On. Velo, il 28 aprile 2016 in
Parlamento:  “la riduzione dei contribuiti è possibile una volta conseguita
la  riduzione  dei costi di esercizio del sistema attraverso il processo di
semplificazione  del  Sistema  stesso. […] Il decreto in questione pertanto
non incide immediatamente sull’entità dei contributi dovuti per il 2016, né
avrebbe  potuto  farlo,  ma riducendo i costi del sistema pone in essere le
condizioni indispensabili per rideterminare i contributi degli utenti”.

Affidamento del sistema

L’articolo 11, comma 9bis, del Decreto Legge 101/2013 dispone che, entro il
30  giugno 2015, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del  mare,  anche  avvalendosi della società Consip Spa, per lo svolgimento
delle  relative  procedure, previa stipula di convenzione per la disciplina
dei   relativi   rapporti,  avvia  le  procedure  per  l'affidamento  della
concessione  del  servizio  nel  rispetto  dei criteri e delle modalita' di
selezione  disciplinati dal codice degli appalti, e dalle norme dell'Unione
europea  di  settore, nonche' dei principi di economicità, semplificazione,
interoperabilita'   tra   sistemi   informatici  e  costante  aggiornamento
tecnologico (nota 11).

In  attuazione  di questa disposizione, il 26 giugno 2015  Consip S.p.A. ha
pubblicato su proprio sito, il bando di gara a procedura ristretta (nota 12
).
All'aggiudicatario  viene  richiesta  la  presa  in  carico  e gestione del
sistema attualmente operativo e l’evoluzione del sistema informatico.

Per  quel che riguarda lo stato di avanzamento, secondo quanto riferito dal
Sottosegretario all’Ambiente, On. Velo, il 28 aprile 2016 in Parlamento, la
fase  di  pre-qualifica  si  è  conclusa il 16 ottobre  con l’ammissione di
tutti i richiedenti e sono in corso di valutazione le offerte pervenute dai
partecipanti  alla  gara.  "Il termine per la conclusione della procedura e
l’aggiudicazione della gara scadrà nel mese di settembre 2016".

Attività di Confindustria

Tutto  ciò  premesso, Confindustria continuerà a seguire la definizione del
nuovo  sistema  di  tracciabilità  dei  rifiuti  e  la  sua  messa a regime
intervenendo sul Ministero dell’Ambiente affinché:
   venga  definito,  con  largo  anticipo  rispetto  alla  scadenza  del 31
   dicembre  2016,  il  crono programma che porti al superamento del SISTRI
   attuale  e  siano  definiti gli adempimenti amministrativi nel frattempo
   richiesti agli operatori per garantire la tracciabilità dei rifiuti;

   venga  assicurato  che  la   nuova  procedura  di tracciabilità che sarà
   definita  dal futuro  concessionario sarà resa obbligatoria e vincolante
   per  gli  operatori  solo  dopo  una  adeguata  sperimentazione  con gli
   operatori e le associazioni di categoria.

In  attesa  che  si  completi  tale  processo,  Confindustria trasferirà al
Ministero  l’esigenza  di  rinviare  tempestivamente  l’applicazione  delle
sanzioni  per il non corretto utilizzo dell’attuale SISTRI, qualora i tempi
di  realizzazione del nuovo sistema non fossero compatibili con la scadenza
della  non  applicabilità delle sanzioni, oggi fissata al 31 dicembre 2016;
continuerà  inoltre  a  chiedere  la sospensione del contributo per evitare
ulteriori costi a carico delle imprese legati all’attuale sistema.


                                   Note

Nota  1  -  Le  sanzioni  oggi applicabili  a SISTRI sono definite all’art.
260-bis del d.lgs. 152/2016, comma 1 e 2.
Nota 2 - Le sanzioni relative all’utilizzo di SISTRI sono definite all’art.
260-bis  del  d.lgs. 152/2016, comma 3 e seguenti, e art. 260ter del d.lgs.
152/2016; non sono applicabili fino al 31 dicembre 2016
Nota  3 - Su quest’ultimo aspetto, si segnala, a titolo esemplificativo: il
disallineamento  tra  le  modalità  di gestione dei rifiuti in transito nei
porti  e  negli  scali  ferroviari  (art.  193  del  d.lgs.  152/2006),  il
riferimento  generico agli impianti di gestione dei rifiuti urbani (art. 15
del  dm  78/2016),  il riferimento al trasporto transfrontaliero di rifiuti
non pericolosi con l’allegato VII del regolamento 1013/2006 ancora presente
nel dm 78/2016
Nota   4  -  L’individuazione  dei  soggetti  obbligati  all’iscrizione  ed
all’utilizzo  di  SISTRI è contenuta nell’art. 188-ter, comma 1, del d.lgs.
152/2006  –  a  seguito  della  modifica apportata dal d.l. 101/2013 – come
meglio specificato con d.m. 24 aprile 2014
Nota  5  -  Nel  calcolo  dei dipendenti devono rientrare tutti gli addetti
dell’impresa,  considerando  tutte  le  unità  locali, anche quelle che non
producono  rifiuti  pericolosi.  L’articolo  1, comma 1, lettera c), del dm
78/2016  conferma  che sono da computare tutti gli addetti con posizione di
lavoro:
- 	dipendente  a  tempo pieno o  a tempo parziale, anche se temporaneamente
assente per malattia, maternità, ecc.;
- 	indipendente, cioè con contratto di lavoro autonomo, con caratteristiche
di continuità
I lavoratori stagionali sono considerati come frazioni di unità lavorative
annue per le giornate effettivamente retribuite. La frazione si arrotonda
all’intero superiore o inferiore più vicino.
Nota 6 - Vd nota precedente
Nota 7 - Il chiarimento è stato introdotto all’articolo 4, comma 2, lettera
a), del d.m. n. 78/2016
Nota  8  - Le sanzioni relative a SISTRI sono definite all’art. 260-bis del
d.lgs. 152/2016, comma 1 e 2. Con la legge n. 21/2016 di conversione del cd
dl  “Milleproroghe”  30  dicembre 2015, n. 210, art. 8, gli importi di tali
sanzioni sono ridotti del 50% fino al 31 dicembre 2016.
Nota  9  -  La non sanzionabilità dell’utilizzo di SISTRI è stata da ultimo
confermata con la legge n. 21/2016 di conversione del cd dl “Milleproroghe”
30 dicembre 2015, n. 210, art. 8.
Nota 10 - Ai sensi dell’art. 8 del d.m. 78/2016, i soggetti obbligati
devono dotarsi di un dispositivo USB per:
    -	ogni unità locale di produzione o di trattamento di rifiuti speciali
    pericolosi
    -	la sede legale per l’attività di trasporto di rifiuti speciali
    pericolosi
    -	per l’interoperabilità, in caso di utilizzo in azienda di software
    gestionali
Nota 11 - Art. 11, comma 9bis D.L. 101/2013
Nota 12 - http://www.consip.it/gare/bandi/storico_gare/2015/gara_0021/
E' possibile consultare il decreto in oggetto su: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/05/24/16G00084/sg
Giuseppe Di Cillo: dicillo@confindustria.babt.it